6 aprile 2014

A testa alta!

 

Finisce l’avventura play-off, il 2-2 premia il Colle
26/04/2014 – L’Ostra vede sfumare la finale play-off del girone a tre minuti dallo scadere dei tempi supplementari, dopo una gara condotta ed interpretata magistralmente contro un temibile Colle. I gialloblu tramutano in maniera positiva la tensione pre-match con un sorprendente avvio di partita, restano sul pezzo per tutto l’arco dell’incontro e spaventano i padroni di casa con gioco e gol. Il primo vantaggio porta la firma di Luca Magnoni che, dopo pochi minuti, trafigge l’estremo avversario con un piatto sinistro al’angolino finalizzando un preciso scambio con Pograxha. I locali appaiono contratti, subiscono l’iniziativa dell’undici di Moretti e rischiano di capitolare nuovamente con il destro rasoterra di Nisi e l’inzuccata ravvicinata di Cantarini. Soltanto a ridosso dell’intervallo si fa vivo il Colle, prima con la deviazione sottomisura di Tuzi che non inquadra lo specchio, poi con la girata volante di Brasili dal limite che non lascia scampo a Foligna. Ripresa meno spettacolare, ed eccezion fatta per due insidiose conclusioni dalla distanza del neo-entrato Emiliano Mancini, le occasioni più clamorose arrivano in prossimità del novantesimo: Pirani centra la traversa con un destro dai 25 metri e sul ribaltamento di fronte Tuzi calcia fuori a porta sguarnita dopo un pasticcio della retroguardia gialloblu. Sul risultato di parità si va ai supplementari. L’Ostra preme, sfiora la rete con la punizione deviata di Ugo Paradisi per poi trovare il nuovo vantaggio con il colpo di testa di Petrolati su cross di Cioccolanti. Nei 15′ restanti è il Colle a dover fare la partita, i gialloblu sembrano reggere l’assalto ma nuovamente Brasili riporta a galla i suoi con un’incornata da rimessa laterale che si va ad insaccare sul palo più lontano alle spalle di Foligna. C’è tempo per un ultimo sussulto ma il sinistro di Pirani trova la grande risposta di Valentinetti. Al triplice fischio, spazio agli applausi ed ai complimenti reciproci. Anzi no. Ma questa è un’altra storia, già sentita più volte tanto da diventare nauseante.

 

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